«Periodo fatto di 365 (o 366) delusioni».

Così si legge alla voce “Anno” nel malizioso Dizionario del diavolo  approntato nel 1906 da Ambrose Bierce, stravagante e vagabondo scrittore americano. E se stiamo ai commenti che si raccolgono per strada o a quelli dei giornali, parrebbe questo il pronostico più attendibile anche per il 2012, al quale viene già la tentazione di applicare come motto la “nona beatitudine”: «Beato colui che non si aspetta nulla, perché non sarà mai deluso!». Noi, invece, vorremmo andare controcorrente infilando in un ideale antitetico Dizionario dell’angelo quattro voci di successo per il nuovo pur difficile anno.

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Don Paolo scrive…

La notte della pace.
Siamo qui, Signore, dinanzi a un nuovo anno. Un anno che non ci preoccupa perché lo vogliamo vivere con te. Noi siamo la tua indistruttibile coscienza. Noi il respiro del tuo respiro. Noi ancora l’essere incosciente del tuo Essere. Tu l’anima dell’universo. Tu l’anima di ciò che siamo. Tu l’anima dell’atomo che fluisce nelle nostre stesse vene. Tu la radice del cosmo e della carne del mondo. Tu pastore delle galassie. Tu guida dei venti che ti seguono. Tu fonte della luce che mai sarà vinta dalle tenebre. Il sole  irradia e non sa. La pioggia cade e non sa. La neve incanta e non sa. La foresta meraviglia e non sa. Gli uccelli volano in alto e non sanno. Le corolle sbocciano e non sanno. Le rose profumano e non sanno. Tutto qui è incosciente. Continue reading