CAMPO SCOUT A MOLVENO: TUTTO IL GRUPPO TRA LA NEVE

Il Natale è ormai passato, come ogni anno. C’è chi ha approfittato dei giorni di vacanza per acquistare regali, stare insieme a casa o magari in villeggiatura. Noi scout, invece, abbiamo voluto organizzare un campo invernale di gruppo nel quale ci potessimo riunire e confrontare tutti, dal piccolo Lupetto di 8 anni fino all’Esploratore quindicenne ed al Rover di 20 anni.

L’uscita di tre giorni è iniziata il 2 gennaio con un viaggio in corriera molto allegro, perché abbiamo cantato e suonato insieme. Siamo giunti a Molveno pronti all’avventura che non ha esitato ad arrivare: la bidonvia per salire al rifugio, i più piccoli ne erano entusiasti, mentre i più grandi guardavano in basso con agitazione…

Il nostro arrivo ha portato la neve, da tutti desiderata e sognata, ed il primo fiocco di neve caduto al suolo ha sancito l’inizio della battaglia. Per il resto il primo giorno è stato molto tranquillo, però, la sera dopo cena, c’è stata un’importante cerimonia: la firma della Carta di Clan da parte di Giulia e Martina. Questa cerimonia rappresenta la volontà di queste due ragazze di diventare parte attiva della Comunità del Clan.

Il secondo giorno era quello dedicato al tema del campo: dovevamo aiutare degli scienziati a cercare lo Yeti. Dopo estenuanti ricerche è stato finalmente trovato e ci ha trasmesso il suo messaggio di protezione dell’ambiente. Fatto ciò non potevamo non approfittare della neve appena caduta e della fantastica giornata: gli slittini scarseggiavano, quindi per scivolare meglio sulle discese, c’era chi usava la pancia e chi i sacchi della spazzatura (vuoti ovviamente!!!). Abbiamo anche avuto la fortuna di partecipare ad una Messa celebrata da Don Mirko che coinvolgeva anche i bambini attraverso la spiegazione dei diversi momenti liturgici.

Arrivati ormai al terzo giorno non ci restava altro da fare che preparare lo zaino e godere un’ultima volta di quella neve che ad Ostiglia non si vede da tempo. Ad accoglierci, tornati nella città di Cornelio, c’era però la nebbia che lascia spazio alla nostra fantasia per definire i contorni della prossima avventura. 

Siamo grati a Don Mirko perché ci ha dato numerosi spunti per le riflessioni e ha accettato senza esitazione di partecipare al campo.

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